
L’eleganza italiana, pur conquistando il mondo, ha sempre però palesato una certa sudditanza allo stile britannico.
Portavano i pantaloni molto lunghi e arrivavano al ginocchio, di colore scuro; una camicia bianca, quasi come quella che portavano le donne, un gilè e una giacca di velluto preferibilmente marrone.
Formalismi e snobismo si trovano infatti perfettamente solidali nella difesa a oltranza degli steccati di lignaggio, di educazione, di abitazione, di svaghi, di quotidiani letti e di quant’altro serve, assieme all’abbigliamento, a opporsi al mortale e soffocante abbraccio dell’ambiziosa e sempre più estesa middle class, sentita, in una certa Inghilterra più che altrove, come un attentato all’umanità.
Grazie a questo linguaggio rinnovato è possibile indossare una giacca di tweed senza per forza appartenere alla landed gentry o essere un professore universitario; mettersi una cravatta a strisce senza voler passare per un Old Etonian; sfoggiare un doppiopetto chalkstripe senza lavorare come Chief Executive Officer alla City o una giacca cerata senza che piovano cats and dogs.
Ma in quelle regole si trovano incapsulate distinzioni di classe e comportamenti sociali tipicamente inglesi; in esse il formalismo si coniuga con lo snobismo.
Le camicie vanno dal bianco latte al bianco panna
dall’azzurro tenue all’azzurro cielo, le sue cravatte hanno colori indefinibili.
Il libro, attraverso una sintesi storica dei principali eventi politici, sociali, culturali, musicali e di costume del XX secolo, si rivolge a coloro che studiano il fenomeno moda, o partecipano attivamente nel crearla, e vogliono capire perché e come nascono le tendenze nel nostro modo di vestire.
“È impossibile, in una società come la nostra, non essere snob qualche volta”, dice William Makepeace Thackeray.
Le camicie di lino finissimo erano ornate, come nel Settecento, dallo jabot, pizzo che dal collo abbelliva tutto il petto, arricchito da piccolissime pieghe e pieghette 'a carta da musica'.
Tutte queste peculiarità e queste dinamiche hanno determinato, nel tempo e presso diverse società, tradizioni consolidate, che nelle civiltà occidentali hanno subito profondi mutamenti nel corso dei secoli, mentre in altri paesi si sono spesso perpetuate, senza conoscere sostanziali stravolgimenti, fino al XX secolo.
L’ uomo deve imparare a scegliere tra la moda del momento qual è il genere di abbigliamento che più si adatta alle proprie fattezze fisiche e caratteriali.
La moda è lo specchio dei tempi e quello che il libro propone è una traccia di lettura della nostra storia attraverso i cambiamenti nel modo di vestire, suggerisce i metodi per poter approfondire lo studio della moda nella sua evoluzione dal 1900 ad oggi.
<-- trussardi jeans punto vendita :: su abbigliamentopaolo.it